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Scatti di opinioni sulla società, sulla politica...
Partiti italiani: la vera mafia
post pubblicato in diario, il 29 aprile 2012


Inutile a dire "Di Pietro mi sta simpatico perchè capisce quali problemi ha l'italia", oppure "Casini è un uomo perbene perchè ha parlato sempre con giudizio e saggezza". E' inutile continuare a fare giudizi positivi su quei politici che sembrano "puliti". Sono loro che ci hanno rubato e che ci stanno rubando milioni di euro. Si stanno comprando le loro case con i nostri soldi, i soldi pubblici. Le recenti indagini della polizia e dei carabinieri ne sono una prova concreta e lampante. Non si può continuare a stare con le mani in mano. I partiti italiani devono sparire! A cosa servono i partiti, infatti, se abbiamo un governo tecnico? E' Monti che governa con i suoi ministri. I partiti cacciateli a pedate! Ma per carità! Loro non farebbero mai una cosa del genere! Loro, i milioni, li vogliono continuare a prendere come prima. Come se niente fosse successo. E i soldi pubblici, intanto, vengono ancora sperperati a nostra insaputa chissà dove. Magari quei soldi sono stati trasferiti in un conto in banca alle Bahamas o alle Mauritius, nei paradisi fiscali. Magari quei soldi possono essere usati per comprare 50000 auto di lusso per i componenti della Lega Nord. Sì, perchè no. Cosa ci stanno a fare gli italiani? Per essere sfruttati e tartassati di continuo, vero? Povera Italia, com'è ridotta.
Valore legale della laurea: No alle disuguaglianze sociali
post pubblicato in diario, il 27 aprile 2012


Il governo dei tecnici di Mario Monti sta stravolgendo davvero tutto. E non si può stare a guardare quello che fanno quei ladri! Ora, non solo i partiti e i capi-partito soprattutto usano i nostri soldi - pubblici - per acquistare case, ora il nostro amato ex-banchiere vuole anche abolire il valore legale della laurea, o altro titolo di studio conseguito in Italia. Varrebbe a dire che lo studente che abbia conseguito un 110 e lode presso un'università di poco prestigio (per esempio, Palermo, ma anche Pescara, Chieti, ecc...), sarebbe in svantaggio rispetto ad un altro studente/studentessa che abbia conseguito la laurea in un'università prestigiosa come la Cattolica di Roma, ad esempio, ma anche la Bocconi di Milano. E cosa succede allora? Non siamo più tutti uguali di fronte alla legge? Non è assolutamente giusto che uno studente meritevole dell'Università di Macerata, solo per fare un esempio a caso, rimanga senza lavoro, perchè un altro della Bocconi di Milano ha dalla parte sua il prestigio, anche se il voto è molto più basso del primo studente. Ma stiamo scherzando? Il concetto di uguaglianza sparisce così, all'improvviso? Ma così non viene stroncata la concorrenza? Magari lo studente del Sud (perchè la maggior parte delle università meridionali non godrebbero di prestigio - tranne forse l'Orientale di Napoli) è più meritevole e preparato di quello del Nord, ma purtroppo la strada viene chiusa in faccia per questo dannatissimo prestigio. Spero con tutto il cuore, essendo anch'io studente, che questa riforma del valore legale del titolo di studio non passi. Che vergogna, Monti. Dovrebbe vergognarsi perchè andrebbe ad infrangere uno dei concetti fondamentali della democrazia.
Figli immigrati che nascono in Italia: cittadinanza!
post pubblicato in diario, il 1 aprile 2012


In un momento di crisi come questo che stiamo purtroppo vivendo, dovrebbe essere rivalutata di nuovo la proposta del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che vorrebbe concedere la cittadinanza italiana alla progenie di immigrati, che sono qui in Italia da molto tempo. Perchè è da rivalutare la proposta? Perchè loro farebbero qualsiasi tipo di lavoro, anche quello più malandato, più distruttivo, anche quello più mal pagato. Perchè sono sempre loro a sporcarsi le mani, a fare lavori che noi italiani (mi ci metto anch'io) non faremmo mai in vita nostra, forse per pigrizia o qualcos'altro. Visto che non tutti noi italiani paghiamo le tasse, almeno ci sarebbero questi figli di immigrati che, se ottenessero la cittadinanza, almeno dovrebbero pagare qualcosa di questa massa enorme tasse che ci stanno travolgendo. Io non vorrei andare oltre nel discorso riguardo al sistema fiscale italiano, ma proprio non ce la faccio, e continuo. La ragione vorrebbe che tassassimo il risparmio e non il lavoro, ma purtroppo così accade. Non ho parole per descrivere quello che provo contro il Fisco italiano. Mi viene solo da dire "Vergogna!"
Articolo 18: come cambierà il mercato del lavoro
post pubblicato in diario, il 23 marzo 2012


L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è, in questi giorni, motivo di forte protesta della CGIL e di tutte le altre confederazioni di tutela dei lavoratori. Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, sembra però essere molto convinto che la riforma del mercato del lavoro debba essere fatta, soprattutto perchè migliorerebbe la situazione per i lavoratori precari. Andiamo nel dettaglio della riforma. L'articolo 18 attuale prevede il reintegro del lavoratore e una sanzione in denaro da pagare tutta a carico dell'azienda che ha licenziato il lavoratore. L'azienda deve quindi dimostrare in tribunale davanti al giudice, quali sono i motivi del licenziamento del lavoratore. Con la riforma, invece, cosa che approvo appieno, l'operaio, a partire dal 2017, perderà il rimborso spese per gli spostamenti di natura lavorativa. Questo rimborso sarà sostituito dall'assicurazione sociale per l'impiego. Se l'azienda prevede licenziamenti, se un operaio verrà licenziato, sarà aiutato dal centro per l'impiego per trovare un nuovo posto; se lo rifiuterà più volte, perderà il sussidio di lavoro. Poi, in caso di licenziamento per motivi economici, l'operaio avrebbe diritto a 27 mensilità dello stipendio percepito. Se l'esubero è di natura disciplinare, forse l'operaio avrebbe la possibilità di essere riassunto. Nel caso dei lavoratori assenteisti e che non s'impegnano nel proprio mestiere, questa riforma è dura proprio perchè è contro queste tipologie di operai. Cosa migliore non poteva essere escogitata. Bravo Monti. I giovani laureati e già specializzati in un ambito specifico sarebbero tutelati con la riforma, e quindi sarebbero molto più avvantaggiati di prima. E ne sarebbero di certo contenti. Visto che l'apprendistato diventerà la formula principale per entrare nel mondo del lavoro. E poi, non esisterebbero più neanche i tirocini gratuiti, perciò le aziende, per provare ad inserire nell'organico qualche giovane, dovranno necessariamente assumerli a tempo indeterminato. Pensate che solo il 12,2% dei giovani stagisti del 2011, dopo il periodo di prova presso l'azienda ospitatrice, è stato poi assunto regolarmente a tempo indeterminato. Ci sarebbe da precisare un altro punto della riforma montiana. Ovvero il congedo obbligatorio per i neo papà. Un modo con cui si concilierebbe il lavoro e la famiglia. Sì, è vero, ci saranno licenziamenti più facili, ma anche nuove protezioni sociali e aiuti ai giovani. 
Il Sassuolo ha truccato la partita?
post pubblicato in diario, il 4 marzo 2012


Una partita stranissima quella giocata ieri allo Stadio Adriatico di Pescara, match valido per il campionato di Serie B 2011-2012. La partita è stata etichettata come "big-match", visto che entrambe le formazioni si trovavano nelle parti alte della classifica. Ma,come detto,qualcosa non ha quadrato per il verso giusto. Pochissimi falli sono stati quelli fischiati per i padroni di casa. Come non sono stati dati dall'arbitro Giacomelli di Trieste molti cartellini gialli ai giocatori emiliani. Molti di voi direbbero che questa potrebbe essere una polemica di parte. Sono abruzzese, sì, è vero, ma ho visto la partita dal vivo insieme ad altre 15.000 persone. Si saranno sbagliate 15.000 persone secondo voi? In effetti, quando Immobile si stava dirigendo nell'area avversaria nella sua prima azione di gioco, è sembrato esserci qualcosa sotto. Perchè il difensore avversario è franato sull'attaccante in modo troppo evidente, ma l'arbitro ha deciso di non dare il calcio di rigore. Ma quello che contesto della partita non è tanto quell'occasione particolare, ma piuttosto gli errori madornali del fischietto di Trieste nel non concedere dei falli molto evidenti. Incredibile, poi, il penalty concesso agli ospiti sul 3-1. La palla andava a colpire Romagnoli sul petto e poi scivolava sul suo braccio sinistro. Anche se è stato detto che quel rigore c'era eccome, non si può giustificare la prestazione disastrosa dell'arbitro, che ieri ha fatto vedere il peggio di sè. Sul punteggio di 3-2 per il Pescara, l'arbitro ha concesso l'ultimo calcio di punizione al Sassuolo, come se gli ospiti dovessero pareggiare a tutti i costi, come se l'arbitro e il Sassuolo dovessero adempiere al proprio compito di far vincere gli emiliani. Che vergogna. I fischi dell'"Adriatico" ne sono stati prova più che sufficiente. Spero di vedere partite dove l'arbitro sia imparziale, ma credo sia molto difficile.
Più dure le normative contro hacker e pedofili
post pubblicato in diario, il 26 febbraio 2012


Tempi duri per hacker e pedofili on line con le nuove norme che inaspriscono le misure relative ai reati informatici e telematici. Tra le misure introdotte che entreranno in vigore a partire dal 9 marzo prossimo quelle sulla destinazione degli strumenti sequestrati e confiscati a questi moderni criminali che potranno essere utilizzate già subito dopo il sequestro dalle forze di polizia, troppo spesso in ritardo nella lotta contro queste nuove forme di criminalità che sembrano sempre più di un passo in avanti rispetto all'autorità inquirente. La legge 12/2012 contro la criminalità informatica, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 45/2012, che ha modificato l’articolo 240 del codice penale ha, infatti, tra i suoi obiettivi dichiarati quello di fornire strumenti più adeguati per la lotta alle truffe on line e alla pedopornografia in rete. E' purtroppo tristemente noto alle nostre cronache che molte inchieste giudiziarie in materia abbiano rivelato l'esistenza di un vero e proprio gap tecnologico fra i dispositivi ed i software utilizzati da questi criminali e quelli in dotazione alle forze dell’ordine

[Di Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello Dei Diritti"]

Corruzione, serve una dura lotta
post pubblicato in diario, il 10 febbraio 2012


Se non ci fosse la corruzione, uno Stato qualsiasi del globo vivrebbe sicuramente meglio. Ecco qual è l'analisi che avrei fatto e che Focus, rivista scientifica, ha effettivamente riportato sulle proprie pagine. Per colpa di questi dannatissimi politici che accettano "mazzette" e "tangenti" a destra e manca, l'Italia è al quart'ultimo posto nei paesi del Mondo in fatto di corruzione. Peggio di noi stanno solo Ghana, Kiribati e Sultanato del Brunei (Monarchia Islamica Assoluta). Nella classifica, i migliori in europa sono Norvegia e Finlandia. E' pazzesco affermare che ci troviamo immischiati insieme ai paesi dell'Est europeo, ancora poco industrializzati rispetto a noi, come la Romania o la Macedonia. Ma perchè ci troviamo così in basso in questa classifica stilata da Transparency International? Perchè, molto probabilmente, non ci sono organi competenti che controllino le attività illecite nel nostro Paese. E poi, perchè i politici, quando vengono a sapere di un tentativo di corruzione, non lo denunciano immediatamente? Nel Sud-Italia, c'è la cosiddetta "omertà", perchè, forse, si conosce quel tizio (camorrista o mafioso, ad esempio) che era figlio di quell'altro delinquente, che era a sua volta nipote di quell'uomo, il quale aveva preso in consegna un appalto di un edificio (è un esempio, s'intende). Ma anche il Nord e il Centro non scherzano affatto. I politici fanno "clientelismo", cioè promettono ai cittadini di loro conoscenza un cospicuo premio in denaro - o di altra natura -, per ottenere un voto alle prossime elezioni. Ma questo non è comprare un voto? Non è andare contro la filosofia di un Paese anti-corruzione? Domanda ovviamente retorica. In quanto a libertà di stampa, incredibile a dirsi, siamo scivolati, e anche di parecchio, in un'altra classifica di Transparency. Ma come, direte voi, l'Italia non è una repubblica democratica, fondata su tutti i tipi di libertà? Non si può certo dire che noi italiani non possiamo esprimere la nostra opinione. Ma i mass-media, forse, ne sanno qualcosa. Avrete capito che i giornali e i quotidiani non riportano sempre la verità dei fatti, vero? Ecco, questo è il punto, quando parliamo di corruzione giornalistica. I giornalisti non sempre, anzi quasi mai, riportano la verità dei fatti accaduti, perchè forse, nel caso di articolo politico, si schierano con un partito politico, piuttosto che un altro. Molti italiani, secondo un sondaggio di Focus, farebbero qualsiasi cosa per aiutare a cacciare la corruzione dal Paese e denuncerebbero sempre un fatto di corruzione a cui hanno partecipato in prima persona. E allora, siamo noi cittadini che dobbiamo provare ad eliminare la corruzione dello Stato e degli enti privati con una dura lotta, senza esclusione di colpi. E ognuno deve mettere il suo.
Come si stimola la crescita? Le liberalizzazioni?
post pubblicato in diario, il 22 gennaio 2012


Le liberalizzazioni sono un argomento, ch'è già stato messo in ballo tre mesi fa dalla rivista scientifica Focus, che le ha trattate nel macro-argomento della crisi economica mondiale, dal punto di vista di un'analisi accurata e definita. La crescita sarebbe dovuta essere stimolata sì da queste liberalizzazioni, che stanno facendo infuriare gran parte del centro-sud, ma anche dalla riduzione delle tasse sul lavoro, dal ripristino della concorrenza, dalla lotta ai cartelli (società di uno stesso settore produttivo che si mettono d'accordo per non farsi concorrenza sui prezzi), dalla lotta all'evasione fiscale, e da quelle alla corruzione e alle mafie, che ostacolano sia lo Stato, che i cittadini (ad esempio con il cosiddetto "pizzo"). Ma sarebbe un bene, si scrive poi, anche il rilancio della ricerca e dell'istruzione, perchè il processo ricerca-innovazione-ricchezza, negli ultimi decenni, ha portato grandi risultati anche a livello mondiale. Andando al sodo della questione, queste liberalizzazioni sono provvedimenti, che ci consentono, allo nostro stato attuale, di evitare tasse per i privilegi che ogni categoria di lavoratori professionisti (e non) ha ottenuto per sè. Perciò, senza le liberalizzazioni, pagheremmo altre tasse alle singole categorie di lavoratori. E forse, proprio l'eliminazione di questi privilegi ha fatto infuriare molti professionisti in tutta Italia, dai tassisti agli autotrasportatori, dagli agricoltori agli allevatori, e così via dicendo. Prendendo in considerazione, ad esempio, i notai, i privilegi corporativi si racchiudono sul numero chiuso per l'accesso all'esame di Stato, ma la selezione non risulta essere seria, e molte volte la professione tende a passare di padre in figlio. E inoltre, per noi italiani i costi dei notai sono altissimi da sostenere, ad esempio nella transazione di una casa. Le liberalizzazioni vanno, in questo caso, ad abolire le tariffe minime fissate dall'ordine e i criteri di accesso alla professione. Molte pratiche, in questo modo, potrebbero essere eseguite anche dai commercialisti. Il costo delle prestazioni, con l'entrata in vigore del decreto, va man mano a normalizzarsi, mentre molte pratiche diventano libere o ad autocertificazione. Questo per quanto riguarda gli aspetti positivi. Gli aspetti negativi non sono da meno. I vecchi notai, cioè quelli già in attività per un lungo tempo, vedono a questo punto ridursi il loro giro d'affari. Comunque, il notaio, secondo Focus, rimane sempre una figura indispensabile per i cittadini, per esempio nelle transazioni di immobili. Si spera, quindi, che le liberalizzazioni non abbiano coinvolto questo passa cruciale, visto che sarebbe alto il rischio-truffe per i cittadini. Parliamo invece dei tassisti che, a differenza dei notai, si sono fatti sentire eccome al palazzo del Governo a Roma. Il decreto liberalizzazioni dovrebbe ripristinare il principio della restituzione della licenza al Comune a fine carriera. Negli aspetti positivi, sembra sia saltato il numero chiuso per l'accesso alla professione, e perciò serviranno solo requisiti base, come patente, auto e conoscenza della viabilità. Forse sarà premiato chi lavora con più efficienza. I prezzi dei taxi si abbassano e c'è più lavoro per tutti, ma non ci dovrebbe essere più la buonuscita per i tassisti sul valore della licenza in possesso. Quindi, si dovrebbe inserire anche la corresponsione da parte del Comune di un controvalore al tassista che abbandona la professione.
No alla censura, ovunque
post pubblicato in diario, il 31 dicembre 2011


Ditemi, cosa sarebbe il mondo senza censura? Sicuramente, sarebbe un mondo migliore. La censura non è una limitazione alla libertà d'espressione? Perchè, ad esempio, una scena di un film ritenuta scabrosa per certi moralisti conservatori debba essere eliminata? Il cinema non è un mezzo della libertà di espressione? E cosa facciamo? Ritorniamo indietro ai tempi del moralismo della regina Vittoria d'Inghilterra? E non si sta facendo una critica ai costumi britannici. Si sta parlando solo dell'Italia. L'artista, come diceva Wilde, "è creatore di cose belle", e anche il regista di un film o di una commedia-dramma teatrale dovrebbe esprimere appieno le sue qualità. Il cinema e il teatro dovrebbe essere libera espressione di un pensiero, di un visione della vita. Il film dovrebbe essere lasciato così com'è, non dovrebbe subìre cambiamenti in alcun modo, perchè solo così un pubblico che sa riconoscere la bravura del regista, darà parere positivo sul film che ha appena visto. La mentalità dell'uomo dovrebbe cambiare anche in questo.

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Il mondo degli zingari
post pubblicato in diario, il 24 dicembre 2011


Noi che abbiamo una vita normale, noi che non abbiamo vissuto delle esperienze drammatiche nella nostra vita, forse abbiamo sempre giudicato gli zingari in malo modo. Forse perchè non vestivano come noi, forse perchè pensavamo che non si lavassero, e questo era segno di un livello di pulizia del corpo molto bassa, anzi scarsissima. Dicevamo che "quelli che sono brutta gente, non devi immischiarti in cose che non ti riguardano". E invece, una storia che mi è stata raccontata mi ha fatto ricredere, e forse farà ricredere anche voi altri. Il mondo degli zingari, quando non ti ci trovi mai a contatto, è difficile da spiegare o raccontare. Mi hanno raccontato che un uomo aveva donato del sangue generosamente ad una donna che stava sul punto di morire. Grazie alla sua generosità, quell'uomo si è guadagnato la stima, la fiducia, l'amicizia del figlio di quella donna. E ogni volta che s'incontravano, quello salutava l'uomo generoso, gli offriva da bere, da mangiare, ma soprattutto gli offriva la sua amicizia. Forse, è proprio questo concetto che vorrei mettere in evidenza. L'amicizia, il primo legame d'importanza tra due e più persone, è forse più importante nel mondo dei cosiddetti zingari? Non posso avere la risposta pronta a questa domanda. Bisogna rifletterci a lungo. E il fatto grandioso è, inoltre, che gli zingari, se tu hai fatto loro un favore, non pretendono nulla in cambio. Nulla, davvero nulla. Penso che il loro mondo si trovi a parte, rispetto al nostro. Visto che le differenze sociali e relazionali sono molte.

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permalink | inviato da jackson il 24/12/2011 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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